IL NOBEL PER L'ECONOMIA 2018 PREMIA LA SOSTENIBILITA'

October 9, 2018

Il premio Sveriges Riksbank in Scienze economiche in memoria di Alfred Nobel 2018 è stato assegnato ex-equo agli economisti statunitensi William D. Nordhaus, per i suoi studi “sull’integrazione del cambiamento climatico nell’analisi analisi macroeconomica di lungo periodo", e

 

Paul M. Romer per “l’integrazione delle innovazioni tecnologiche nell'analisi macroeconomica di lungo periodo. "

Le due teorie degne del premio Nobel per l’economia 2018 riguardano entrambe l’ambiente, in particolare, i due studiosi "hanno sviluppato metodi - ha spiegato la Royal Academy of Sciences di Stoccolma - che affrontano alcune delle sfide fondamentali e più urgenti del nostro tempo: combinare la crescita sostenibile a lungo termine dell'economia globale con il benessere della popolazione del pianeta".

Nordhaus è docente all'Università di Yale, dove ha studiato, ed è nato nel 1941 ad Albuquerque nel Nuovo Messico; consulente economico durante l'amministrazione Carter ha scritto numerosi libri, tra cui il manuale di economia scritto con il premio Nobel del 1970, Paul Samuelson. Nordhaus è stato il primo a creare, negli anni Novanta, un modello di valutazione integrato che ha descritto l'interazione tra economia e clima, combinando teorie ed esperienze di fisica, chimica ed economia. La ricerca di Nordhaus mostra che il rimedio più efficace per risolvere i problemi causati dalle emissioni di gas serra è lo schema di una carbon tax globale uniformemente imposta a tutti i Paesi. Una soluzione che va, da un lato, a coprire i costi dei futuri disastri e, dall’altro, a condizionare il mercato, spingendo imprese e consumatori ad adottare soluzioni green o meno inquinanti, in quanto più convenienti, grazie anche a degli incentivi a favore dell'energia sostenibile. Un aumento imposto dell’energia proveniente da fonti fossili, ne diminuisce automaticamente la domanda a favore di soluzioni a minor impatto ambientale. Dice Nordhaus: “L'umanità sta giocano a dadi con l'ambiente attraverso una moltitudine di interventi, immette nell'atmosfera gas e prodotti chimici che attaccano l'ozono, causa cambiamenti su larga scala dell'uso dei terreni tramite le deforestazioni, distrugge l'habitat naturale di molte specie, ne crea di transgeniche in laboratorio e accumula armi nucleari sufficienti per distruggere l'intera civiltà".

Paul Romer nato nel 1955 a Denver, in Colorado - è stato chief economist e vice presidente della Banca Mondiale fino allo scorso giugno. In precedenza è stato professore nella prestigiosa Università di Stanford. Romer ha elaborato la “teoria della crescita endogena” che parte dall'assioma che la crescita si basa sulla dinamica del progresso tecnologico, inteso come processo endogeno che porta, nel tempo, allo sviluppo della produttività, e quindi all'aumento della ricchezza e della prosperità a lungo termine. Le precedenti ricerche macroeconomiche avevano enfatizzato l'innovazione tecnologica come motore principale della crescita economica, ma non aveva intuito come le decisioni economiche e le condizioni del mercato possano determinare la creazione di nuove tecnologie. Paul Romer ha risolto questo problema dimostrando come le forze economiche governano la volontà delle imprese di produrre nuove idee e innovazioni. La sua teoria è sia concettuale che pratica, in quanto spiega come le idee sono diverse dagli altri beni e richiedono condizioni specifiche per prosperare in un mercato. Alla base di questa teoria c’è l’ottimismo "L'intuizione ci dice che ci sono due tipi di ottimismo molto diversi - ha twittato Romer - l'ottimismo compiacente è la sensazione di un bambino in attesa di regali. L'ottimismo condizionale è invece quello di un bambino che sta pensando di costruire una casa sull'albero. Se trovo un po' di legna e persuadono altri bambini a lavorare insieme possiamo costruire qualcosa di veramente bello. Alla base della teoria della crescita endogena c'è l'ottimismo condizionale, non quello compiacente. Invece di suggerire che possiamo rilassarci perché le scelte politiche non contano, suggerisce al contrario che le scelte politiche sono ancora più importanti di quanto suggerisca la teoria tradizionale". La teoria di Romer ha generato grandi quantità di nuove ricerche sui regolamenti e sulle politiche che incoraggiano nuove idee e prosperità a lungo termine.

L’Accademia di Svezia conclude dicendo che “I contributi di Paul Romer e William Nordhaus sono metodologici, forniscono informazioni fondamentali sulle cause e le conseguenze dell'innovazione tecnologica e dei cambiamenti climatici. I vincitori di quest'anno non consegnano risposte conclusive, ma le loro scoperte ci hanno portato molto più vicino a rispondere alla domanda su come possiamo ottenere una crescita economica globale sostenuta e sostenibile.”

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